LA SKYRACE DEL PIZZO STELLA,
IL SUO TERRITORIO FRA STORIA E TRADIZIONE

 

L’itinerario del PizzoStellaSkyRace si sviluppa in un TERRITORIO ALPINO, la valle Spluga che divide le Alpi Lepontine da quelle Retiche. Siamo esattamente al CENTRO della catena alpina e del sistema idrografico europeo; infatti il passo dell’Angeloga, che separa la valle Spluga retica dalla Val di Lei, è lo spartiacque delle acque che dal Pizzo Stella confluiscono a sud nel Po e nel Mediterraneo, e a nord nel Reno e poi nel Mare del Nord.

territorio_800px

Il paesaggio è dominato da PINETE e LARICETI nella fascia intermedia che lasciano posto alla PRATERIA ALPINA e alla NUDA ROCCIA nelle zone superiori. Nel passato questo territorio era zona di pascolo ed alpeggio del Comune di Chiavenna. Dal 1205 venne progressivamente antropizzato ed abitato da numerose famiglie che si insediarono progressivamente sempre più in alto fino a raggiungere i 1900 m di Montespluga. La gente viveva di pastorizia, poca agricoltura, commercio del legname e trasporti delle merci attraverso il passo dello Spluga. Alcune famiglie si specializzarono nella distillazione, diventando veri e propri maestri grappaioli, detti Grapàt, che fondarono numerose distillerie in tutto il nord Italia.

FRACISCIO, base di partenza del nostro percorso, è un caratteristico VILLAGGIO ALPINO, con interessanti esempi di architettura rurale, come la Cà Bardassa, che è diventato celebre per avere dato i natali a San Luigi Guanella. Figura caritatevole conosciuta in tutto il mondo per avere fondato numerose opere a servizio dei più deboli e meno fortunati. Da Fraciscio il percorso si snoda sul terrazzo morfologico degli alpeggi di Gualdera e Bondeno e per la strada di transito e transumanza che conduce all’Alpe Avero, posto a metà di una vallata caratterizzata da una profonda erosione. I nuclei rurali che si incontrano raccontano storie di sacrifici e di saggezza, di compromessi con un territorio severo e allo stesso tempo suggestivo. Sopra il limitare del bosco diventa più difficile trovare segni dell’uomo.

Qui è il regno del SILENZIO, della PIETRA e della LUCE. I sentieri che venivano battuti da pastori e cacciatori, da mandrie abituate a sfidare le difficoltà delle alte quote, oggi sono percorsi da esperti escursionisti. Sentieri che offrono diversi PUNTI PANORAMICI sulle bellezze di questo paesaggio mutevole, dall’incassato fondovalle dello Spluga, alle cime granitiche del gruppo Masino-Cengalo, alla nordica Val di Lei che con il suo lago artificiale sfruttato per la produzione di energia idroelettrica, ha scritto una pagina importante della storia locale di mezzo secolo fa.

Il percorso tocca i luoghi più belli dell’area: il settore orientale dello Stella, dominato dallo sfasciume, che si affaccia sulla bassa val Bregaglia, la lunga Val di Lei, il passo Angeloga, una conca glaciale caratterizzata dalla presenza di numerosi laghetti e di rocce modellate dai ghiacci, l’alpe Angeloga con il suo lago omonimo, base ideale per l’ascensione del Pizzo Stella, l’alpe Motta, dominata dalla statua della Madonna d’Europa, voluta nel 1954 da don Re, il fondatore della Casa Alpina di Motta, storico complesso turistico e Campodolcino, posto in un dolce pianoro dal clima più mite, con il Museo di valle, la chiesa Parrocchiale e il monumento naturale della Caurga della Rabbiosa solcato dal ponte romano e infine, Fraciscio, paesino rurale ai piedi dell’imponente Pizzo Stella, guardiano maestoso di questo territorio posto nel cuore della Alpi.

 

Redatto da Muvis    logo_muvis